Nell’ultimo scorcio del 2025, sul Portale unico del reclutamento inPA sono stati pubblicati numerosi concorsi pubblici di grande portata per quasi 10mila posti che si svolgeranno nel corso del 2026. Queste procedure, spesso definite pluriamministrative, rappresentano una delle iniziative di reclutamento più ampie degli ultimi anni nella Pubblica Amministrazione.
Cos’è un concorso pluriamministrativo?
Il termine pluriamministrativo non ha una definizione legislativa specifica autonoma, ma viene usato nel linguaggio comune per indicare procedure concorsuali uniche, organizzate congiuntamente con una pluralità di amministrazioni coinvolte, anziché da un singolo ente.
In altre parole, si tratta di concorsi che:
- radunano numerosi enti (ministeri, agenzie, amministrazioni centrali e locali) sotto una medesima procedura di selezione;
- permettono a migliaia candidati di competere per posti disponibili in diversi enti o profili professionali attraverso un unico bando;
Questa modalità semplifica l’accesso ai bandi, riduce la dispersione informativa legata alla vecchia pubblicazione su diversi canali e facilita la gestione digitale delle candidature.
Perché questi concorsi vengono fatti così?
Questa modalità di pubblicazione e organizzazione delle selezioni risponde all’obiettivo preciso di rendere la selezione più trasparente, uniforme e accessibile per tutti i cittadini, attraverso strumenti digitali moderni, evitando la frammentazione della pubblicazione dei bandi.
Evita che ogni ente pubblichi i propri bandi separatamente è dà la possibilità di candidarsi direttamente su un’unica piattaforma, rendendo l’intero processo più semplice e tracciabile per i candidati.
Come funzionano per i candidati
Unica candidatura per più enti: i concorsi pluriamministrativi consentono di concorrere per posti in varie amministrazioni con un’unica domanda su inPA, scegliendo principalmente la regione. Ma è fondamentale leggere il bando per capire se serve indicare le preferenze per ente o sede specifica.
Requisiti e prove: ogni codice di concorso (cioè ogni profilo professionale) ha requisiti di accesso (diploma o laurea, titoli specifici, ecc.) e modalità di selezione indicate nel bando stesso.
Graduatorie e assegnazione: superate le prove, i candidati idonei vengono inseriti in graduatorie pubblicate su inPA. In molti casi, le amministrazioni invitano i candidati a scegliere l’ente di destinazione preferito in base alla graduatoria; in altri, l’assegnazione avviene in base alle esigenze organizzative e alle preferenze espresse.
Opportunità offerte da questi concorsi
Queste selezioni pluriamministrative aprono una finestra di opportunità senza precedenti per:
- giovani laureati e diplomati che vogliono entrare nella PA;
- professionisti con esperienza che cercano stabilità e nuovi progetti;
- enti pubblici che possono attingere a una platea più ampia di competenze, snellire i tempi di reclutamento e rafforzare gli organici.
Il modello pluriamministrativo facilita infatti la costruzione di elenchi di idonei più ricchi e diversificati, pronti a coprire diverse funzioni e ruoli al servizio della collettività.
Perché questo momento è cruciale per la PA
Dopo anni di carenze di personale in settori strategici (sanità, scuola, enti locali e centrali), questi concorsi mirano a rigenerare la Pubblica Amministrazione italiana con nuove energie e competenze, rendendo i servizi più efficienti e vicini ai cittadini.
Inoltre, grazie alle graduatorie e alle norme di scorrimento, anche chi non viene immediatamente assunto potrebbe ritrovare opportunità di inserimento nelle PA nel corso del tempo.
